Sacrario dei Caduti della Provincia di  Reggio Emilia

 

Il 24 maggio del 1937, nel 22° anniversario dell’inizio della Grande Guerra, fu inaugurato presso il Distretto Militare, allora comandato dal Colonnello Sergio Spinaci, il Sacrario dei Caduti reggiani, con una cerimonia pubblica che vide la partecipazione di tutte le autorità dell’epoca.

Il Sacrario, definito “ modestissimo omaggio degli ufficiali del Distretto Militare alle Glorie reggiane”, fu collocato all’interno della palazzina di via Emilia San Pietro n. 46, Caserma “R. Taddei”, in due locali appositamente adibiti.

La cerimonia si tenne nel chiostro grande dell’ex convento dei Benedettini, in quell’occasione intitolato al pluridecorato (una Medaglia d’Oro, due d’Argento e tre di Bronzo) fante reggiano Mario Calderini, Colonnello di Stato Maggiore, Aiutante di Campo di S.M..; parimenti furono dedicati gli altri cortili dell’imponente complesso alle Medaglie d’Oro Fiastri Giulio, Leopoldo Reverberi e Leone Carmana.

Alla realizzazione dell’opera contribuirono l’ing. Sergio Siliprandi per il progetto e lo scultore Riccardo Secchi per il monumentino di bronzo posto nel cortiletto.

Nel sacrario furono raccolti tutti i nomi dei Caduti e Decorati della Provincia, suddivisi per comune, numerose fotografie e cimeli; si volle rendere omaggio ai 6261 reggiani caduti in tutte le guerre, dal 1821 al 1936 e ai 455 decorati al valore militare.

Con la chiusura del Distretto Militare, la gestione del Sacrario fu presa dal Nastro Azzurro, coadiuvato da ASSOARMA e, in particolare dalla Associazione Nazionale Arma di Cavalleria che ha provveduto all'aggiornamento degli elenchi sino al 1945, elevando a oltre 9300 i nomi riportati, e a realizzando il restauro della struttura.

Il "Sacrario" è aperto al pubblico in concomitanza con gli orari delle Sale Storiche della Cavalleria Italiana.

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La cerimonia d'inaugurazione

Il Cortile interno con il monumento funerario, opera di Riccardo Secchi

Le autorità nel cortile grande dei Chiostri di San Pietro, ascoltano le allocuzioni di rito