Il Gen. Dardano Fenulli - Martire delle Fosse Ardeatine

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Dardani Fenulli nasce a Reggio Emilia il 3 agosto del 1889. Si arruola volontario quale Allievo Sergente nel reggimento "Lancieri di Milano"; promosso al grado di Sergente Maggiore entra nell'Accademia Militare di Modena dove consegue il grado di Sottotenente di Cavalleria e riassegnato al "Milano". Nel 1913 viene inviato in Cirenaica e in Tripolitania, dove rimane fino all'anno successivo,  nel corso del quale indossa le fiamme dei Cavalleggeri di Lucca ed inviato,  in virtù della sua competenza in materia, negli Stati Uniti per provvedere all'acquisto di quadrupedi per l'esercito. Partecipa agli avvenimenti bellici della Prima Guerra Mondiale, operando su vari fronti. A conflitto concluso passa al Reggimento "Nizza Cavalleria", al cui servizio viene promosso Capitano, poi Maggiore. Con la promozione a Tenente Colonnello, nel 1934, viene assegnato al Reggimento "Lancieri di Novara". Dall'aprile del 1936 è in Africa Orientale, Capo della Intendenza di Euda Jesus, poi a quella di Asmara. Dall'ottobre del 1938 al gennaio del 1939 passa al comando di truppe coloniali operando contro le formazioni di ribelli e meritando il conferimento della Medaglia d'Argento al Valor Militare per la sua "magnifica tempra di soldato e combattente sagace ed ardito". Rientrato in Italia assume il comando del Reggimento "Lancieri di Vittorio Emanuele II" con il grado di Colonnello. Nel 1942 il reggimento opera in Jugoslavia per diversi mesi. Promosso Generale di Brigata nell'aprile del 1943 passa al comando della V Brigata di Cavalleria Corazzata e Vice Comandante della Divisione "Ariete" al fianco del Generale Cadorna. L'8 settembre è a Roma e, alla guida di una colonna corazzata, partecipa alla difesa di Roma nei pressi di Ciampino. Passato alla clandestinità contribuisce alla creazione del Fronte militare clandestino formato da militari fedeli al Re, collaborando con i gruppi della Resistenza romana. Nel gennaio del 1944 è arrestato e rinchiuso nel carcere di via Tasso, interrogato e torturato da Kappler in  persona. Il 24 marzo è fucilato alle Fosse Ardeatine, ove tuttora riposa.
Decorato di Medaglia d'Oro al Valor militare, alla memoria, con la seguente motivazione:
" Vice Comandante della Divisione "Ariete" prendeva parte ai combattimenti dei giorno 9 e 10 settembre guidando una colonna corazzata che si impegnava nei pressi di Ciampino e la cui ulteriore azione fu sospesa dal concluso armistizio. Dopo l'armistizio rimaneva a Roma per dedicarsi interamente all'organizzazione della lotta clandestina. A tale scopo prendeva contatti con numerosi esponenti politici e militari esponendosi senza riguardo. Animato da purissimi ideali e da una ardente volontà di lotta si prodigava in ogni modo per organizzare a Roma e nel Lazio bande armate per la lotta contro i nazifascisti. Individuato e arrestato e sottoposto a tortura, dava ai suoi compagni di prigionia esempio di fortezza d'animo. Nelle Fosse Ardeatine faceva olocausto della sua nobile esistenza."