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Mostra di calendari reggimentali.

Inaugurata il 18 dicembre la mostra sarà prorogata fino al 23 aprile.

La tradizione dei calendari reggimentali risale alla seconda metà dell'800. Dalle prime pubblicazioni, a soggetto esclusivamente patriottico e storico-militare, i primissimi calendari militari, considerati tali per veste tipografica e contenuto, risalgono al 1910 con riferimento al 5° e 6° Reggimento Artiglieria da campagna.

Durante la Prima Guerra Mondiale la produzione subì una prima interruzione fino a quando non raggiunse nuovamente grande diffusione negli anni Trenta. In quel periodo non vi era Arma, Corpo, Reggimento, Istituto od Ente militare che non pubblicasse un proprio calendario, al fine di rappresentare episodi di valore individuale e collettivo, ritratti di Comandanti, mezzi in dotazione e battaglie. In tale veste il calendario, che costituiva un documento di comunicazione istituzionale dei vari Corpi, assume anche l’importante funzione di fonte di documentazione storica per i posteri.

La seconda interruzione nella pubblicazione di massa si verificò con la seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra, intorno al 1950, i calendari ebbero nuova diffusione in tutti i reparti e soprattutto nei reggimenti di Cavalleria e d’Artiglieria.

La Sezione, che possiede una ampia collezione di calendari reggimentali attingendo anche assieme alle disponibilità della Presidenza Nazionale, ha allestito una mostra di calendari dei reggimenti di cavalleria tra gli anni '20 e '40.


L'allestimento della mostra, originariamente previsto per il 13-27 novembre, è stato ampliato fino a comprendere calendari degli anni più recenti e prorogato fino al 23 aprile rappresentando un utile complemento alla descrizione della Cavalleria Italiana e di uno dei propri strumenti di comunicazione.

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